Le testimonianze e i ricordi

MARCELLO MASTROIANNI

327Nel 1947, al “caffè dello Sport”, che sorgeva in Via Taranto (ndr: Via Taranto si trova nel quartiere di San Giovanni a Roma) conobbi Silvana Mangano. Lei abitava in via Mirandola ed io a via San Remo, quindi ci incontravamo spesso in quel bar. Io avevo circa ventitre anni e lei diciassette, era una bellissima ragazza, piena di temperamento, spesso veniva a prendermi in ufficio e tornavamo a casa insieme: un amore giovanile, pieno di romanticismo un flirt di quartiere. Ricordo che in autobus tutti si giravano per guardala ed io ero molto geloso e ne soffrivo. Poi un giorno non venne all’appuntamento, la cercai, ma inutilmente: così venni a sapere che era partita per girare il film “Riso Amaro”Io ho sofferto moltissimo perché le volevo molto bene. Nel 1971 incontrai nuovamente Silvana per il film “Scipione detto anche l’africano”, così dopo tanti anni riprendemmo a parlare. Quell’anno per capodanno mi telefonò una delle figlie dicendomi “Mi ha detto la mamma che tu saresti potuto essere stato il mio papà” risi e mi passò Silvana che mi invitò a trascorrere il capodanno a Cup Martine, Molti anni dopo, mi telefonò Silvia D’Amico per propormi di lavorare in “Oci Ciornia” , mi disse che stava disperatamente cercando di coinvolgere Silvana, ma senza riuscirci.; sembrava proprio decisa a non volerlo fare, mi chiese di provarci anche io magari riuscivo a fargli cambiare idea. Le telefonai, e parlammo a lungo, alla fine riuscii a strappargli un si e così accettò il ruolo. Spesso durante la lavorazione del film mi ripeteva “A marcè che te possino se non era per te io me ne stavo tranquillamente a casa mia”, lo diceva in modo bonario e spesso ridevamo assieme. Una sera durante la lavorazione del film mi disse che ancora ricordava con profondo affetto quel nostro legame. Durante la lavorazione del film, ogni tanto la vedevo un pò più stanca ma era normale, non avrei mai pensato che stesse così male. Poco dopo mi telefonò Silvia d’Amico per dirmi che Silvana era stata ricoverata d’urgenza a Madrid e che la situazione era disperata, fu sempre Silvia a chiamarmi per dirmi che Silvana era morta.

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