Le testimonianze e i ricordi

MAURO BOLOGNINI

mauro bolognini 3813Avevo conosciuto Dino a casa di Rossellini e della Bergman, così una sera mi invitò a cena da loro in compagnia di Alberto Sordi, eravamo nei primi anni 60. Così conobbi Silvana, anche se in realtà la conoscevo molto bene perché avevo avuto modo di vedere praticamente tutti i suoi film, ecco perché dico che Silvana Mangano è una figura che mi ha accompagnato per tutta la vita. In seguito diventammo molto amici, così ebbi modo di frequentarla assiduamente, ero un ospite fisso nei pranzi della domenica, oppure alle feste di Capodanno o a fine gennaio quando si uccidevano i maiali. Ho così avuto modo di vedere lo splendido rapporto che Silvana aveva con i figli, anche se a volte era severa, l’ho sempre vista estremamente affettuosa con loro. Silvana anche in casa era sempre elegantissima per insegnare alle figlie ad esserlo sempre e comunque. Ricordo che per i 18 anni di Veronica, venne organizzata una grande festa a Villa Catena. Piero Tosi aveva studiato una toletta molto austera, con abito grigio ed una colla di perle. Ma quando Silvana scese dal grande scalone aveva un abito di Balenciaga rosso fuoco, una fiamma che inondò tutta la sala e quando io gli chiesi spiegazioni mi rispose con tono trionfante “Oggi mia figlia compie 18 anni che impari a combattere per ciò che ama e crede” In ogni rapporto d’amore ci sono momenti di buio e di luce e penso che il buio della fine del rapporto tra Dino e Silvana deve essere stato profondo perché hanno vissuto momenti indimenticabili. E’ vero che spesso Silvana chiamava il marito “De Laurentiis” ma penso che lo facesse per gioco e per pungolarlo ad essere sempre il migliore in tutto . Ma è altrettanto vero che spesso l’ho sentita chiamarlo Dino e che nei momenti difficili lei era sempre presente. Ricordo che mentre Dino preparava la “Bibbia”, passava intere nottate al telefono con gli americani per i finanziamenti, a volte usciva dal suo studio con aria stanca e provata. Silvana , spesso andava a controllare come andavano le cose e le portava una tisana. E’ pur vero che Dino nei confronti della moglie era un’uomo tenerissimo, se nel mondo del lavoro era durissimo a casa era una persona estremamente dolce e premurosa. Silvana amava molto il teatro, spesso ci siamo andati assieme ricordo ancora la sera della prima a Firenze della “Lupa” con Anna Magnani e per la regia di Zeffirelli era commossa. Sembrava anche che potessimo fare uno spettacolo assieme io avevo scelto “sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare con Sordi nel ruolo di Bottom e lei quello di Titania, ma quando Sordi rifiutò anche lei si tirò indietro ed il progetto cadde. Purtroppo ho lavorato con Silvana solo in piccoli episodi, come si usava all’epoca, ma abbiamo sempre sognato e progettato di fare un film assieme, ma senza mai riuscirci. L’ultima volta che vidi Silvana fu a Milano,poco prima che morisse, per il servizio di Armani, scese dallo scalone dell’hotel con aria fiera da vera regina che torna trionfante, mai e poi mai avrei immaginato che da lì a pochi mesi sarebbe morta.

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